ll riscatto dello scarto

ll riscatto dello scarto
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Padova, la città mondiale del gioiello d’arte contemporanea, sta esprimendo un continuum di personalità creative che si intersecano e si influenzano a vicenda, con frequenti amicizie e non rare dispute tra i tanti attori in questo specialissimo comparto. Atmosfere rinascimentali dove la competizione genera ricerca di linguaggi e materiali molto spesso completamente inediti. Il gioiello non è più elemento evocativo di forme che rimandano a tesori sontuosi di re e regine con materiali preziosi di instimabile valore. A Padova è la libertà della fantasia e l’abilità tecnica che formano il valore dell’oggetto.

Senza dilungarci in disquisizioni già ampiamente trattate in precedenza e di certo con maggiore competenza di chi scrive, oggi ci piace presentare nel nostro spazio il paradosso di questi gioielli di Laura Stefani ed Eva Franceschini. Perché parlare di paradosso? Perché solitamente in un gioiello il metallo nobile è supporto della pietra che rappresenta il maggior valore, il vero investimento che determina il prezzo finale dell’oggetto.

Nel nostro caso Laura è l’elaboratrice delle “gemme”, la tagliatrice dei “diamanti” che danno forma e colore a queste leggerissime creazioni. La materia nobilitata senza il suo intervento avrebbe avuto ben altro destino, perché l’elaborazione, i ricami abilmente intrecciati non sono altro che sottilissime strisce ricavate da bottiglie di plastica, proprio quelle dell’acqua minerale.

Invece, il supporto di queste “pietre preziose” è argento, ma la simulazione di Eva ci fa credere che il materiale non conti e ce lo trasfigura con ossidazioni o specchiature in umili leghe che fanno risaltare le “pietre” in tutta la loro (sfacciata) opulenza.

Orlando Milan

in occasione della mostra/installazione presso la Boutique IVO MILAN in Padova, 5-20 dicembre 2012.